Siamo a 50 anni. E questa volta li sentiamo e li vediamo tutti. È il compleanno a cifra tonda della Fiera dei libri per ragazzi che si sta tenendo a Bologna fino a giovedì 28 marzo. Mezzo secolo per un settore che soffre sempre più di acciacchi e di piccoli grandi mali, come se fosse già un vecchio signore di paese.
Quest'anno il paese ospite è la Svezia, terra che ha regalato a tutti i bambini del mondo un mito come Pippi Calzelunghe e Mumin.
Colpiscono non solo i tratti sempre post-moderni delle illustrazioni in mostra ma l'età di nascita degli autori segnata in piccolo su ogni didascalia dei disegni: 1982, 1979 o giù di lì. Ennesima conferma che lassù non si aspetta l'età matura per aspirare ad un premio internazionale e, come Pippi raccontava nella vita si possono fare più lavori contemporaneamente, dal pirata al veterinario.
Nel salone d'ingresso della Fiera campeggiano in aria, come a ricordarci che siamo pur sempre in un mondo di favole, una grande mongolfiera e un sottomarino. Proseguendo si entra in un cosmo di migliaia di libri, centinaia di case editrici, editori e illustratori riconoscibili dalle loro mega cartelle sotto il braccio, pronti a mostrarle a chi ha cuore di riceverli. Stands enormi, file del pubblico, firmacopie ovunque, novità editoriali, riviste specializzate.
E i ragazzi? I bambini? Le scolaresche? Neanche una! Una fiera a loro dedicata ma senza pubblico direttamente interessato. Anomalia che più giri tra i padiglioni e più diventa macroscopica.
Eppure tra gli stand trovi anche un Peppa pig gigante e due Ape Maya gialle, che sono costrette a stringere mani agli editori che stancamente siedono tra i loro libri.
Perché allora far arrivare tutti questi libri dal mondo e non mostrarli a chi dovrebbe leggerli? Gli organizzatori da un po' di anni fa tengono fuori i minorenni e l'ingresso (anche un po' costoso) è stato riservato solo agli operatori del settore.
Quindi, fuori le classi, fuori i giovani amanti di fantasy e fuori soprattutto i piccolissimi (0-3 anni) che, invece, dicono i dati di vendita, assorbono il 35% del catalogo ragazzi. Entrano solo gli adulti, gli interessati, quelli che hanno la responsabilità di scegliere per i loro figli, per i loro alunni o per i loro clienti.
Una scelta forse non troppo miope: l'ultimo rapporto sulla promozione della lettura ha sottolineato che in media, sopra i 25 anni, si smette improvvisamente di leggere. Per mancanza di tempo, la scusa più citata. Perché c'è il lavoro di mezzo o perché inizia a vivere in una casa diversa da quella di mamma e papà e le spese aumentano. E se si deve tagliare qualche spesa, si evita di comprare un libro.
Allora, forza Bologna, quelli che vanno recuperati, convinti, ammaliarli sono proprio gli adulti, cerchiamo di far capire loro che un libro è gradevole come una pizza tra amici, che leggere non prende tempo, anzi lo allunga perché si comincia a sognare e che i nostri bambini hanno bisogno di ascoltare storie, quanto vedere cartoni o giocare con il telefonino.
Buon compleanno e altri 50 di questi giorni!.
Anna Rita Marchetti,
Libraia, Ponte Ponente, Roma








